
La miscela di intuito e determinazione, di empirismo e di razionalità, intenzione e casualità che compne qualsiasi esperienza progettuale invitano a diffidare da ogni tentativo di ricondurre questo inestricabile groviglio a criteri di generalità. Nonostante ciò si può tentare di distillare dall'esperienza progettuale dello STUDIO DE ECCHER alcune questioni che hanno permeato i molti progetti sviluppati nel corso di un decennio. Questi temi, rintracciabili in misura diversa in ogni ricerca, progetto di concorso o realizzazione, rappresentano il contenuto (spesso non detto) di un lavoro che ha come obbiettivo centrale l'investigazione intorno al ruolo del progetto di architettura nel disegno della città contemporanea.
1. fattore tempo Progettare la trasformazione dei luoghi nella condizione contemporanea significa per noi essere animati da un atteggiamento potenziale, congetturale, plurimo rispetto alla trasformazione dello spazio fisico. E' necessario che il progetto definisca un campo di viariazioni del luogo piuttosto che una soluzione univoca ed esclusiva. Il progetto deve presentarsi come sistema aperto, atto ad accogliere i processi dinamici della città contemporanea, deve individuare nel tempo variazioni perturbatrici alternative e ramificate.
2. semplice/complesso Dall'importanza del fattore tempo deriva la necessità di ricercare soluzioni progettuali semplici, perché in esse possa svilupparsi autonomamente una realtà complessa. La semplicità si associa alla precisione e determinazione, ma anche alla vaghezza e all'astrazione, poiché la semplicità e l'esattezza degli elementi lascia spazio a una molteplicità di interpretazioni, supporta innumerevoli e imprevedibili variazioni d'uso e di lettura che costituiscono il destino potenziale dei luoghi.
3. nuovi paesaggi urbani La generale perdita di relazioni nella città contemporanea fra nuovi insediamenti e condizioni geografiche e storiche dei luoghi rappresenta la principale ragione dell'indecifrabilità e dell'assenza di qualità dell'abitare. Il progetto, anche attraverso un processo di selezione delle tracce, deve rimettere in gioco gli elementi del paesaggio - pur con forti mutamenti di senso - all'interno di un quadro di relazioni determinato dalla condizione contemporanea.
4. orientare Limiti/Intorni, Appartenenze/Intersezioni: l'uso di dispositivi mutuati dalla topologia costituisce un valido accorgimento per restituire allo spazio urbano destrutturato chiarezza e leggibilità. Rispetto all'identità sociale degli abitanti contribuisce alla presa di coscienza delle relazioni di appartenenza o alterità rispetto ai luoghi, a costruire una mappa mentale del proprio ambiente vitale.
5. locale/globale Il progetto deve continuamente interrogarsi sulle implicazioni alle diverse scale che esso innesca, calibrando le strategie di modificazione alla luce di un contesto territoriale molto più ampio di quello su cui si agisce direttamente. Il peso urbanistico complessivo del progetto o delle sue parti diviene elemento discriminante anche nel definire la scala e il carattere dei singoli elementi che lo compongono
6. progetto corale Per noi l'architettura, come per Truffaut il cinema, è opera corale. Se lo star system dell'architettura da rivista, enfatizza il ruolo autonomo e creativo dell'architetto, rispetto alla pluralità degli attori che contribuiscono alla riuscita di un progetto o di una realizzazione, noi crediamo che l'architettura si dia solo in un empirico e instancabile confronto all'interno dello studio fra progettisti, ma anche con abitanti, consulenti, costruttori, committenti, istituzioni.